sabato 13 dicembre 2008

Il desiderio dell'illusione

/..In un recente saggio Jean Baudrillard scrive: "Se nella pornografia si é persa l'illusione del desiderio, nell'arte contemporanea si é perso il desiderio dell'illusione.../


dal seguente link:
www.undo.net

martedì 2 dicembre 2008

Libri mai mai visti XIV edizione 2008


07 dicembre 2008 – 16 Gennaio 2009:
mostra della quattordicesima edizione di "LIBRI MAI MAI VISTI" 2008, concorso e mostra per libri manufatti, mai editi né presentati in pubblico o recensiti

Domenica 7 dicembre 2008

ore 16
premiazione del concorso
Teatro Comunale via Cavour, 10 RUSSI -RA-
- con buffet a base di libri -
e a seguire
inaugurazione della mostra
ex Chiesa in Albis - Piazza Farini RUSSI -RA-

www.vaca.it
VACA, vari cervelli associati – Comune di Russi
Con il patrocinio di Regione Emilia Romagna e Provincia di Ravenna
Con il contributo di Chicom-SPA, Mercatone Uno,BCC Russi.



"Regine erranti"
di Emanuela Bartolotti selezionato per la mostra.


Damine bidimensionale tagliano il respiro.
Chi fermerà in volo di queste farfalle di carta e filo?

mercoledì 26 novembre 2008

Mostra del II Premio di Fotografia Italiana arte contemporanea

Foto: Emanuela Bartolotti©Imprinting 2004



Foto/design: Emanuela Bartolotti©Imprinting 2004

La seconda edizione del Premio di Fotografia Italiana arte contemporanea, ha visto la partecipazione di quasi trecento autori che si sono proposti come interpreti di una dimensione estetica che vede la fotografia come espressione di un’arte contemporanea. La giuria ha svolto un lungo e attento lavoro per una selezione non facile che ha portato a individuare dieci autori che rappresentano diversi aspetti fra i tanti con cui oggi la fotografia si presenta.

La giuria era composta da Nicoletta Rusconi, fondatrice e direttore artistico di Fotografia Italiana arte contemporanea; Fabio Castelli, collezionista e consulente artistico di Fotografia Italiana arte contemporanea; Roberto Maggiori, giornalista, fondatore e direttore di Around Photography; Roberto Mutti, giornalista e critico fotografico; Claudio Palmigiano, collezionista; Pio Tarantini, fotografo e giornalista, redattore di Fotografia Italiana arte contemporanea.


I dieci finalisti: Emanuela Bartolotti, Elena Bozza, Michele Buda, Nicola Cioni, Claudio Gobbi, Roberto Marossi, Camilla Micheli, Simone Schiesari, Monica Tarocco, Roberto Toja.
I tre vincitori: Roberto Toja, Nicola Cioni e Roberto Marossi.

Inaugurazione: lunedì 15 dicembre 2008, dalle 18.30 alle 21.00.
Si potrà visitare fino al 14 gennaio 2009.

Orari di accesso al pubblico: da martedì a sabato, dalle 15.00 alle 19.00.
Chiuso domenica e lunedì.


FOTOGRAFIA ITALIANA arte contemporanea, Corso Venezia 22, 20121 Milano

press@fotografiaitaliana.com
www.fotografiaitaliana.com


giovedì 2 ottobre 2008

[CCBB] 30° vincitore Web Competition: Emanuela Bartolotti



Emanuela Bartolotti
Vincitore del mese di ottobre 2008

Ciclo: Web Competition
A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno

Web_CompetitionBB_2008

La Webcompetition è una mostra-concorso a cadenza mensile, rivolta ai giovani artisti emergenti o aspiranti tali, al di sotto dei 35 anni.


Circolo Culturale Bertolt Brecht_Milano
www.bertoltbrecht.it
news@bertoltbrecht.it
Spazio3/Web

sabato 14 giugno 2008

"Libro d'ombra" di Tanizaki, Jun'ichiro

"Libro d'ombra" di Tanizaki Jun'ichiro (1886-1965) pubblicata nel 1933.

/..Estetizzare la vita di tutti i giorni, e preservare come cosa preziosa il legame fra pensieri ed emozioni da un lato, ore, stagioni, riti, luoghi, oggetti dall'altro, sembra al contrario la massima impresa a cui abbia posto mano, nel corso dei secoli, l'intera civiltà giapponese. Chi ne sfiori qualche lembo, nei libri o altrove, avrà l'impressione che tutto sia orientato da una preoccupazione dominante, che non ha a che fare né con la religione, né con la filosofia, né tantomeno con la storia, almeno nel senso nostro, ma con qualcosa d'altro, e inconsueto, che io mi azzardo a chiamare, qui, un'ecologia della sensibilità../

/..Non dico che abborriamo tutto quello che luccica; è tuttavia evidente che preferiamo, alle tonalità chiare, fredde e scintillanti, quelle un po' offuscate, e caliginose. Nella pietra preziosa come nel vasellame, ci piacciono quei riflessi profondi e velati che sono inseparabili dalla patina del tempo. Fuor d'eufemismo, questa cosidetta "patina" altro non è che sudiciume accumulato nel corso dei secoli. "Lustro delle mani" la chiamano i Cinesi; noi Giapponesi la chiamiamo (con espressione analoga) nare. E' lo sporco e l'untume di cui gli oggetti, toccati e accarezzati da molte mani, finiscono per impregnarsi con il passare degli anni. [...] per essere veramente eleganti [...] è necessario non temere la sporcizia. Spesso il pregio degli oggetti che chiamiamo belli e raffinati è costituito, almeno in parte, da una certa sordidezza, e da un certo grassume. Se dicessi che gli Occidentali fanno di tutto per asportare lo sporco dalla superficie degli oggetti, e che gli Orientali lo conservano con cura, come il più prezioso dei cosmetici, si penserebbe che intendo stupire con un'affermazione paradossale. Ma in essa v'è più di un grano di verità. Prediligiamo la patina del tempo, ben sapendo che è prodotta da mani sudate, da polpastrelli unti, da depositi di morte stagioni; la prediligiamo per quel lustro, e quegli scurimenti, che ci ricordano il passato, e la vastità del tempo. Vivere fra oggetti bruniti, e in una casa antica, ci trasmette un senso di pace profonda, e inesplicabilmente ci calma.../


Tanizaki, Jun'ichiro. 2000. Libro d'ombra. Bompiani, Milano.

lunedì 28 aprile 2008

Ciao,

..se non l'avete gia' visto vi consiglio "Giordano Bruno" del 1973 diretto dal regista Giuliano Montaldo con Gian Maria Volontè, fotografia di Vittorio Storaro e musiche di Ennio Morricone..

mercoledì 23 aprile 2008

Premio Fotografia Italiana arte contemporanea II edizione

Si è appena concluso il lavoro della giuria del II Premio Fotografia Italiana arte contemporanea per artisti che usano come linguaggio la fotografia promosso lo scorso autunno dalla Galleria Fotografia Italiana arte contemporanea. La partecipazione degli artisti che hanno inviato i loro lavori è stata molto alta con più di 300 partecipanti.

La giuria era composta da Nicoletta Rusconi, fondatrice e direttore artistico di Fotografia Italiana arte contemporanea; Fabio Castelli, collezionista e consulente artistico di Fotografia Italiana arte contemporanea; Roberto Maggiori, giornalista, fondatore e direttore di Around Photography; Roberto Mutti, giornalista e critico fotografico; Claudio Palmigiano, collezionista; Pio Tarantini, fotografo e giornalista, redattore di Fotografia Italiana arte contemporanea.

Alla fine sono stati scelti dieci autori di cui tre vincitori: sui dieci segnalati si incentrerà l'attenzione della galleria Fotografia Italiana arte contemporanea per la realizzazione delle iniziative espositive e editoriali da tenere nel periodo di dicembre 2008.
L'inaugurazione della mostra dedicata al II Premio Fotografia Italiana arte contemporanea è prevista per lunedì 15 dicembre 2008.

I dieci finalisti: Emanuela Bartolotti, Elena Bozza, Michele Buda, Nicola Cioni, Claudio Gobbi, Roberto Marossi, Camilla Micheli, Simone Schiesari, Monica Tarocco, Roberto Toja.
I tre vincitori: Roberto Toja, Nicola Cioni e Roberto Marossi.

www.fotografiaitaliana.com

venerdì 21 marzo 2008

"La mente animale" di Enrico Alleva

Ciao,

in questi giorni sto leggendo "La mente animale" di Enrico Alleva
Un etologo e i suoi animali..
fantastico vi consiglio questa lettura!

Non sono ancora arrivata al capitolo "quel polpo è proprio un genio" ma temo che dopo avrò un forte senso di colpa nel cucinare il mio famoso sughetto

quarta di copertina:

/..La pavona Ginetta che sa addomesticare i suoi ospiti umani, uomini e ratti neri, topolini che hanno consapevolezza di sé, insetti sociali che regolano gli equilibri del pianeta, galline sessualmente astute che scelgono il loro gallo, orsi e lupi, i sensi di colpa del cane, il vero pericolo del pit bull, la grande invasione in città degli storni, quei cervelli pipistrelliformi su macchine volanti, la genialità del polpo, amor di squalo e guaito di foca, le voci degli animali...
Quasi vent'anni dopo Il tacchino termostatico, il nuovo libro di uno scienziato che ha sempre saputo accompagnare la ricerca piú seria con la capacità di narrare.../

:)

venerdì 7 marzo 2008

"Le fiabe e il disincanto"


"LE FIABE E IL DISINCANTO"
a cura di Maria Vittoria Berti


GALLERIA PIVARTE
dal 2 Febbraio al 22 Marzo 2008


via Azzo Gardino, 8 Bologna
www.pivarte.eu



C’è una nerezza segreta nelle cose bianche. Sono ombre che prima o poi tendono a rivelarsi, oscurità che si schiudono, simboli che si incamerano in noi, si depositano nell’inconscio immenso fin da bambini e poi si manifestano nell’attimo esatto in cui si prende coscienza delle cose. Quelle fiabe fantastiche intrise di grandiosità, magia, sogni, incanti e attese si spalancano all’improvviso dinanzi ai nostri occhi con tutta la loro verità, stravolgendo spesso il loro senso apparente, caricando ogni dettaglio di un profondo che ha la densità della vita ed il peso della consapevolezza. Alice si risveglia dal sonno ed il bambino di legno si fa bambino in carne ed ossa... passaggi, archi simbolici attraverso cui la vita ci ha mostrato se stessa, strappi e nuove balze cucite… Tutta la vita è costellata dalla nostra continua nascita e dalla nostra continua morte: molti passaggi che ci cambiano, modificano gli strati di cui siamo composti ed uccidono i sogni della nostra precedente pelle.
“Le Fiabe e il Disincanto” vuole essere un’indagine che si svolge sul punto di frattura tra i sogni e la realtà, l’età infantile e l’età adulta, lo scarto inevitabile tra ciò che un tempo ci si attese ed il rapporto con le cose che realmente hanno atteso noi, l’interiorità che conserva un angolo azzurro ed il mondo esterno che ci sbatte in faccia le proprie durezze, il confronto tra l’io che crediamo di essere e l’io di cui dobbiamo prendere coscienza, il doppio aspetto delle cose. Ognuno dei sette artisti chiamati a partecipare alla collettiva, alcuni dei quali molto giovani, ha interpretato secondo se stesso quell’atto di crescita e di disillusione, con differenti tecniche e differenti intenti, esplicando aspetti diversi e spesso difficili, giungendo a diverse conclusioni. Si viaggia così tra le metamorfosi dei personaggi di Elena Rapa, malinconici esseri a cui la coscienza ha donato sembianze che non sono più né umane né fantastiche, caricate di un forte spessore psicologico, rimaste attonite perché sorprese a metà di quell’evoluzione genetica che le sta modificando, come se qualcuno avesse d’improvviso aperto la porta del laboratorio in cui si compie il mutamento, piene di impaurita poesia, ancora sospese tra l’incanto ed il timore dell’ignoto mondo a cui sono destinate, e la violenza con cui Oscar Colombo ci racconta di quanto attimi che battono per noi senza alcun accento bastino perché, per qualcuno, tutto si annulli e si compia. Pochi minuti, pochi soltanto, per dare fine a tutto. Una sequenza breve, in quattro atti sintetici, in cui l’orario segnato ci tiene stretti alla brevità in cui l’azione si svolge, da guardarsi tutta d’un fiato come una striscia di pellicola. Del suo personaggio ci racconta solo l’attimo estremo, il momento più lungo, che per noi non è altro che un quarto d’ora senza significato.
Legato invece da sempre a tematiche sociali, Totò Cariello racconta del disagio di bambini che, a causa di gravi difficoltà patologiche, non potranno mai imparare a leggere ed a cui sarà negato il piacere di un libro di fiabe. Così, attraverso i loro disegni, tenta di entrare se possibile in quella realtà “diversa” per condividere un racconto nuovo. Allo stesso modo, nella grande tela “Girotondo” si interroga sul mondo che lasceremo ai nostri figli, sul senso di responsabilità che gli adulti hanno nei confronti della terra che abitano e che consegneranno al futuro, su ciò di cui gli occhi di noi grandi dovrebbero avere coscienza mentre quelli fanciulli continuano a sognare.
Manuela Santini alza un canto notturno ai corvi che popolano il buio, cattura l’oscuro che è insito in ogni fantasia, esterna il doppio senso delle cose puntando un faro nella notte e svelando le ombre che vi si nascondono… come scoprire le carte coperte dei simboli, provare a giocarci, provare a far sorridere i mostri, perché ciò che è conosciuto attutisce la paura. Il suo personaggio dai grandi artigli è in realtà un innocuo malinconico errante che si aggira tra i sogni per adire a nuove conoscenze guardando in faccia le ombre della notte. Alla ricerca del lato nero della fantasia e della frattura in cui essa si trasforma in coscienza, si dedica anche Erika Latini, il cui segno quasi nevrotico associato al ricamo usato con la stessa forza, la sua linea che ininterrotta rincorre l’immagine, fanno vibrare le cose di un sottile terrore, dischiude alla percezione qualcosa di sconosciuto. Il paese delle meraviglie di Alice, così come la casetta nel bosco di Biancaneve, perdono la loro aura di luoghi protetti dallo stupore che tutto incanta, e si solcano di minacciose crepe attraverso cui trapela un’angoscia quasi scaltra.
In modo forse più ingannatore lavora sul doppio senso delle cose anche Silvia Ruata che mette in scena oggetti installanti dall’aspetto particolarmente accattivante. I suoi sono gli animali dei “Musicanti di Brema” che si ribellarono ai padroni, simbolicamente il passaggio alla crescita. Più o meno delle dimensioni originali e completi di guinzaglio, è possibile portarli a passeggio come fossero animati, ma lo pneuma non ha dato loro alcuna vita, non sono altro che finti simulacri, ingegnose macchine ammiccanti. Estrapola contraddittori aspetti anche Emanuela Bartolotti con i suoi giocattoli fotografati, le sue bambole di cui vediamo solo i capelli o i piedi, i suoi piccoli oggetti che si dilatano o si restringono con la stampa, inafferrabili, a tratti oscuri, dai colori caramellosi ma impossibili da prendere. Quei capelli azzurri sembrano galleggiare senza peso e senza vita, le gambe sottili di Barbie pendono su sfondi indefiniti, e dal suo baule rosa dei giocattoli non escono altro che le immagini dei giocattoli, la loro idea dunque, la loro finzione.
In debito con le ultime tendenze dell’Arte Contemporanea in cui è entrato un certo estetico mondo fanciullo, che tanto ha in comune con il cartoon e l’illustrazione e che, fatte le dovute differenze da questi ultimi, carica le immagini e l’innocenza di valenze e significati profondi, questa mostra collettiva cerca di puntare lo sguardo su alcuni aspetti di quei particolari “modi” artistici attraverso una possibile lettura.

testo di Maria Vittoria Berti


domenica 2 marzo 2008

martedì 26 febbraio 2008

questo no

/Chiedo la forza del tirarsi indietro

la forza d’ogni rinunciante, la forza

d’ogni digiunante e vegliante

la forza somma del non fare

del non dire del non avere del non sapere.

La forza del non, è quella che chiedo.

Non non non: che parola splendida

questo non./


di Mariangela Gualtieri, "Senza polvere senza peso" Einaudi

sabato 23 febbraio 2008

publications/covers

Foto di copertina "Rosso italiano" di Massimo Rainer, Barbera Editore 2007



Foto di copertina "Attenzione" di Lewis Heather, Lain-Fazi Editore, 2006




Foto di copertina "Due Ragazze" di Magden Perihan,Lain-Fazi Editore, 2005

giovedì 21 febbraio 2008

"La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto" di Robert Hughes

Oggi vi consiglio questo libro e non sono di buon umore:

"La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto" di Robert Hughes
Adelphi , n. 30 - Pagine 242 - Formato 22x14 - Anno 1994
Argomenti: Politica, Sociologia

commento:
Chi è il capitano Ahab? Il "portatore di un atteggiamento scorretto verso le balene". Così risponde un esponente del "politicamente corretto". Noi ridiamo (meno rideremmo se ci trovassimo a vivere in una università americana). Ma poi ci chiediamo: come ha avuto origine questa devastazione mentale? E' qualcosa di esotico e specificamente yankee o è qualcosa che conosciamo già anche troppo bene? Al di là dei suoi aspetti pittoreschi, e tipicamente americani, di tribalismo fondamentalista, il "politicamente corretto" non è che la manifestazione recente di un fenomeno che ha ormai una lunga storia, in gran parte europea: il bigottismo progressista. A partire dall'era reaganiana - divisa fra le opposte scemenze dei torvi falchi retrivi e delle ottuse colombelle 'liberal' -, l'America è riuscita a elaborarne una variante particolarmente tenace, adattata al terreno, con il suo "turbinare continuo di rivendicazioni di identità". Secondo questa dottrina - mai apertamente enunciata, ma ferocemente applicata -, tutto deve essere 'policamente corretto': dai comportamenti sessuali ai gusti letterari, al modo di parlare, di vestirsi, di scrivere. Esisterebbe dunque un modo 'giusto' di fare le cose, consistente anzitutto nell'adeguarsi ai 'desiderata' di gruppi facinorosi e lamentosi d'ogni sorta, pronti a compattarsi in una maggioranza inquisitoria. Ma questa intenzione vale solo da facciata. Il pungolo segreto del 'politicamente corretto' è l'insofferenza nei confronti di tutto ciò che ha una qualità - e per questo motivo stesso si distingue, operando una illecita discriminazione verso tutto il circostante. "In questo spirito" dice Hughes "potremmo purgare il tennis dei suoi sottintesi elitari: basta abolire la rete".
Dalla temibile voga del politicamente corretto non poteva esserci miglior evocatore, narratore e interprete di Robert Hughes, polemista formidabile e testimone lucidissimo.
Dietro all' occassione che appartiene ormai alla stora - spesso esilerante - del costume quotidiano, egli lascia intravedere una prospettiva non lieta su ciò che la cultura in genere rischia di diventare nel prossimo futuro.

mercoledì 20 febbraio 2008

inter nos



Poveri noi!tenuti per mano fino all'incrocio, e poi messi lì.

dal testo di "Fuoco Centrale" di M. Gualtieri

martedì 19 febbraio 2008

Cover

Foto di copertina "Riflessioni Brevi" di Cosimo Dimastrogiovanni, Lupo editore 2004

lunedì 18 febbraio 2008

In volo





In Volo


Lesto a cambiarsi d’ali,
che non sapeva quale salto, quale destino l’attendesse.

Lesto, teso al volo provava ogni possibile equilibrio,
ogni possibile andare, tutto il vuoto che era possibile sentire
lasciando sospeso l’animo…

sarebbe venuta, lo sapeva, lo immaginava
e se lo cuciva nella memoria, ogni istante dedicato a quell’attesa…

Adesso il bosco, accoglieva uno strano vento
Pochi clamori ancora di cicale, in attesa… in attesa, in attesa.

Non posso mai dire, mai dire…
e le fiabe le racconto per poter inventare quell’altro ‘vero’.

Quello degli occhi chiusi
del mai in allerta, dell’abbandono
del non inganno
della ferita che non viene.

Oh ecco, adesso
sento lieve lieve
un battito.
Smuove, sommuove ogni piccola parte di vita.
Ogni singolo palpito, ogni cuore.

Ho come sete, adesso lei viene!

Tu hai un dono!
Svuota ogni peso, svuota ogni clamore
e guarda, semplicemente guarda…

Ogni volo è possibile! Vieni!


poesia di Mauro Marino